Il bonus assunzioni donne risale all’art. 4, co. 11, della L. 92/2012, che ha previsto il riconoscimento dello sgravio per l’assunzione di lavoratori con almeno cinquant’anni di età, disoccupati da oltre dodici mesi, anche “in relazione alle assunzioni di donne di qualsiasi età” che si trovano nelle seguenti condizioni, in alternativa: (i) prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, (ii) residenti in aree svantaggiate, (iii) con una professione o di un settore economico caratterizzato da un’accentuata disparità occupazionale di genere (con un tasso di disparità uomo-donna che superi almeno del 25% la disparità media). I settori economici coinvolti, dunque, sono annualmente individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Per l’anno 2024, il ministero, nel decreto 2023, ha verificato che il tasso di disparità medio rilevato per l’anno 2022 è pari al 9,8%: di conseguenza, negli elenchi di cui al decreto ministeriale summenzionato sono stati inseriti soltanto i settori e le professioni con un valore soglia pari al 12,2% [9,8% (tasso di disparità totale) + 2,4% (25% del tasso) = 12,2%].
Venendo invece al merito dell’agevolazione in argomento, quest’ultima consiste nella riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro e dei premi assicurativi Inail per 18 mesi dalla data di assunzione, in caso di contratto a tempo indeterminato e 12 mesi a fronte dell’attivazione di un contratto a termine. In caso di trasformazione a tempo indeterminato, entro la scadenza del beneficio iniziale, la riduzione contributiva si estende fino al diciottesimo mese dalla data dell’assunzione a termine. Mentre, però, per gli eventi di assunzione agevolata, il requisito di svantaggio della lavoratrice deve sussistere alla data di assunzione, per le trasformazioni a tempo indeterminato la condizione stessa di svantaggio deve ricorrere alla data della trasformazione del rapporto.
In deroga alla disciplina ordinaria ed in via sperimentale, con l’obiettivo di favorire i rapporti di lavoro con donne disoccupate, l’esonero contributivo è poi aumentato dal 50 al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di importo corrispondente a seimila euro annui (elevati a ottomila euro per l’anno 2023). Lo sgravio maggiorato è riconosciuto per le assunzioni a tempo indeterminato, quelle a termine e le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel triennio 2021-2023. Corre l’obbligo infine di rilevare che la fruizione del beneficio sarà, in ogni caso, subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea, compatibilmente con la disciplina relativa agli aiuti di Stato, attualmente concessa sino al 31.12.2023.