Dal 01.01.2026, in ambito di recupero del credito, troverà applicazione la riforma relativa al discarico dei debiti inesigibili. Nello specifico della nuova normativa occorre distinguere quali saranno le cartelle esattoriali che potranno essere cancellate e come verrà rinforzata l’attività di monitoraggio sui conti correnti.
Nel complesso panorama che raffigura il recupero del credito fiscale, s’inserisce l’allarmante tassello delle cartelle esattoriali inesigibili. La cartella esattoriale è notoriamente l’atto ufficiale con cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) sollecita il pagamento di determinate somme, di cui si è debitori nei confronti dello Stato o di altri enti pubblici. Fatti salvi i casi nei quali si ritiene possibile contestare la cartella con le modalità indicate nella documentazione, il debitore è tenuto a versare gli importi richiesti e, nel caso in cui non si disponga degli importi necessari per effettuare il pagamento, potrà richiederne la rateizzazione. Come, però, riportato nell’ultima relazione della Commissione speciale sul sistema fiscale, sussistono tra i contribuenti oltre mille miliardi di euro in cartelle ancora aperte e, di questi, oltre cinquecento risultano già classificati come irrecuperabili, perché riferiti a soggetti non più rintracciabili, o deceduti, o incapaci di saldare il debito. Sul punto, dunque, la proposta della Commissione è quella di cancellare di netto circa quattrocento miliardi di euro di crediti, considerati di fatto irrecuperabili. Con decorrenza 01.01.2026 troverà, peraltro, applicazione il relativo art. 211 del D. Lgs. 33/2025 (nuovo Testo Unico della riscossione) rubricato come “Discarico automatico o anticipato”. La norma prevede che le cartelle esattoriali affidate all’agente di riscossione saranno automaticamente scaricate. In particolare è previsto anche che l’AdER possa trasmettere, in qualsiasi momento, all’ente titolare del credito, telematicamente e con le modalità stabilite dal citato decreto, la comunicazione di discarico anticipato delle quote che le sono state affidate dal 01.01.2025, nel caso in cui si accerti (i) il fallimento del debitore, (ii) l’assenza di beni del debitore o (iii) la mancanza di nuovi beni rispetto a quelli già presi in considerazione e che non hanno consentito il recupero delle somme. Si sottolinea, quindi, la possibilità del discarico delle cartelle anche prima che siano trascorsi i cinque anni previsti, nei casi in cui il debito sia ritenuto già inesigibile. Al co. 3 del citato art. 211, infine, viene concessa la possibilità, agli stessi enti creditori, di chiedere all’AdER la riconsegna anticipata dei carichi iscritti a ruolo dopo ventiquattro mesi dalla presa in carico, se si tratta di crediti affidati alla riscossione prima dell’entrata in vigore del decreto (08.08.2024), oppure tra il ventiquattresimo ed il trentesimo mese successivo alla presa in carico, se affidati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto.
Allo stesso tempo, però, quale contropartita del condono tombale, il Fisco sta attivando strumenti più rapidi ed efficienti per individuare in ogni momento la consistenza attuale del conto corrente del debitore, oltre che eventuali patrimoni illeciti, tentando di smascherare redditi nascosti dietro situazioni apparentemente rispettabili o d’indigenza. In tale direzione opererà anche Cerebro, la nuova piattaforma digitale che ha ricevuto l’approvazione ufficiale del Garante della Privacy con provvedimento del 04.08.2025. Questo sistema, progettato per affiancare le forze dell’ordine nelle indagini patrimoniali, incrocia enormi quantità di dati provenienti da fonti istituzionali, per scovare incongruenze tra redditi dichiarati e reale disponibilità economica. L’obiettivo finale è, dunque, quello di non consentire più che le cartelle esattoriali invecchino, perché il passare del tempo azzera le possibilità di incasso, intervenendo tempestivamente e concentrando tempo ed energie sui debitori che hanno maggiori probabilità di pagare.