Il Consiglio nazionale del Coni ha recentemente approvato una riforma sostanziale della giustizia sportiva. Il via libera è arrivato dopo la riunione della Giunta nazionale, che si è tenuta al Foro Italico di Roma, prevista per l’esame di tutte le delibere sulle modifiche allo Statuto del Coni ed al Codice di giustizia sportiva.

Nello specifico, gli interventi approvati dalla Giunta, per lo più di matrice afferente la giustizia sportiva, riguardano la nomina del giudice sportivo nazionale e dei giudici sportivi territoriali, la composizione della Corte sportiva d’appello, gli organi di giustizia federale, l’ufficio del procuratore federale, lo svolgimento delle indagini, l’applicazione di sanzioni e l’adozione di impegni su richiesta e senza incolpazione, le attribuzioni della Procura generale dello sport e, infine, le applicazioni dei procuratori nazionali in casi particolari e i registri dei procedimenti. È stata introdotta anche una nuova disposizione, l’art. 52 bis, relativa alle azioni nei confronti dei presidenti e dei componenti dei consigli federali e regionali. Il nodo centrale del nuovo assetto è, in sostanza, il rafforzamento della Procura generale dello sport, che avrà un ruolo più incisivo nei rapporti con le diverse procure federali, sia nella fase dei deferimenti sia in quella degli accordi precedenti al deferimento. I punti principali della riforma prevedono infatti la possibilità del procuratore generale di approvare il deferimento proveniente dalle procure federali, esattamente come avveniva prima della riforma ma solo per l’archiviazione. Nel caso, poi, dei patteggiamenti precedenti al deferimento (accordi di incolpazione), invece, la procura generale darà un parere che sarà considerato vincolante. Sarà quindi previsto un legame più stretto tra procura generale e federale, favorendo il flusso di scambio di informazione tra i due organi. Infine per tutti i procuratori federali, per quello generale e per le componenti della giustizia sportiva, ci sarà l’obbligo di massimo due mandati con l’obiettivo indicato di favorire il ricambio negli organi del sistema. L’intervento adottato punta, pertanto, a rendere il lavoro della Procura generale dello sport più snello ma allo stesso tempo maggiormente determinante. La struttura degli organi della giustizia sportiva resterà invariata e le modifiche si concentreranno più sulla trasparenza, l’immediatezza e la tempestività degli organi. Nel nuovo impianto, la Procura generale assumerà inoltre un ruolo centrale anche nei procedimenti che coinvolgono le cariche apicali delle federazioni. Le azioni nei confronti di presidenti e componenti dei consigli federali e regionali saranno regolate dalla nuova disciplina, con un coinvolgimento più diretto del CONI. Nel corso del Consiglio nazionale, si è infine tracciato anche un bilancio del primo anno di nuovo mandato, rivendicando il ruolo del CONI nell’organizzazione dei Giochi di Milano-Cortina, nel lavoro diretto con le federazioni e con i gruppi sportivi militari e civili, puntando al rafforzamento dei rapporti istituzionali con Governo, Parlamento e Ministeri. Partendo da tale ultimo punto, viene allora da chiedersi quale sarà proprio il ruolo del CONI in una delle sfide più delicate che prossimamente affronterà lo sport in Italia, ossia la riforma del calcio. Il dubbio riguarda la garanzia di permanenza dell’autonomia dell’organo e dello sport in generale in contrapposizione alla necessità evidente dell’appoggio di un’interlocuzione politica. In tal senso, le parole di Gianni Petrucci, presidente della Fip ed ex presidente del CONI, nel suo intervento durante il Consiglio, rilanciano il tema con grande prepotenza: “Non sapevo che la riforma del calcio si dovesse fare in intesa con la politica. Eppure la prima cosa che ha fatto il nuovo presidente del calcio è stata quella di andare dal governo”. Posteris arduum iudicium.