Il nostro ordinamento riconosce carattere di festività ad alcuni giorni dell’anno diversi dalle domeniche in quanto dedicati alla celebrazione di ricorrenze civili e religiose. È possibile obbligare un dipendente a lavorare in uno di tali giorni festivi? Quali diritti spettano al lavoratore che presta servizio in queste giornate e quali sono le conseguenze di un rifiuto a rendere la propria prestazione?
Le festività rappresentano un momento delicato per le aziende e i lavoratori, soprattutto per chi opera in settori dove l’attività non può fermarsi. Questo periodo porta spesso a riflettere sulla gestione del lavoro nei giorni festivi, un tema che coinvolge aspetti legali, organizzativi e di equità nei rapporti tra datori di lavoro e dipendenti. Lavorare durante le festività infrasettimanali è consentito dal nostro ordinamento, a patto che ci sia un accordo tra le parti: la Corte di Cassazione, infatti, ha più volte indicato che è valido l’accordo con il quale il lavoratore rinuncia al diritto all’astensione nelle giornate festive infrasettimanali, non esistendo un divieto assoluto di prestare lavoro in tali giornate. Stesso discorso consegue per il lavoro domenicale. In questo caso, il diritto al riposo settimanale, che deve essere garantito per almeno ventiquattro ore ogni sette giorni, può essere collocato in un giorno diverso dalla domenica. Tuttavia, possono sussistere limiti al lavoro domenicale direttamente disposti dal CCNL e dalla contrattazione territoriale, sia con riferimento a un numero massimo di domeniche richiedibili, sia rispetto alle maggiorazioni da applicare e/o alle categorie di lavoratori. Quando, poi, un lavoratore presta servizio durante un giorno festivo o la domenica, ha diritto a un trattamento economico adeguato, stabilito dal CCNL applicato in azienda. Nel contempo, è irrinunciabile il diritto al riposo compensativo. Sul punto, la Corte di Cassazione ha stabilito come illegittima la decisione del datore di lavoro di imporre al dipendente di fruire del riposo compensativo, spettante per aver prestato attività lavorativa durante la domenica, nei giorni di festività infrasettimanali, a nulla rilevando che tali giorni siano stati previsti dall’azienda come lavorativi. Inoltre, sempre la Suprema Corte, con una recente pronuncia, ha evidenziato che nel caso di lavoro domenicale, la maggiorazione deve essere riconosciuta anche nell’ipotesi in cui il CCNL applicato riconosca solo il diritto al riposo compensativo laddove tale riposo non sia compensativo dei sacrifici correlati all’attività domenicale. Per le aziende, dunque, che operano anche durante i giorni festivi, una gestione efficace e rispettosa dei turni diventa essenziale. Una programmazione adeguata, tempestiva ed equa dei turni (soprattutto per chi gestisce attività aperte al pubblico anche la domenica e nei festivi) è imprescindibile per il buon corso dell’attività, in modo da consentire ai lavoratori e alle lavoratrici un possibile bilanciamento con le esigenze di vita personale e familiare anche in periodi complessi come, ad esempio, quelli delle festività natalizie. In tale contesto, può essere d’ausilio l’utilizzo, in fase di assunzione, di una documentazione contrattuale che sia specifica per le esigenze dell’azienda e che chiarisca sin da subito alla risorsa la richiesta di prestare lavoro nei giorni festivi, il regime del riposo settimanale e, nel caso del part-time, la collocazione dell’orario e le regole applicabili alla turnistica, oltre che la disciplina delle clausole elastiche.